Retrospettiva: Tre anni di Xbox Game Pass

Il 2021 è ricordato come un anno complicato per la storia dei videogiochi. Sony e Microsoft hanno rilasciato le loro nuove console nel pieno della crisi dei microprocessori, e le due console sono state costantemente sold-out in tutti i negozi online e nelle grandi catene di distribuzione per moltissimi mesi.
Fortunatamente in quel periodo non avevo particolare interesse per la “next-gen”, ma per qualche motivo ero costantemente attratto dalla narrativa di Microsoft in merito alla filosofia del Game Pass.

Non so bene perché, ma l’idea di pagare un prezzo mensile per avere a disposizione un parco titoli in stile Netflix era una formula che mi intrigava…

Una mattina di fine marzo 2021 stavo lavorando e mi arriva la notifica del bot di Telegram: “Series X disponibile su Amazon Italia!”

Sarà per il fatto che in quel periodo era un oggetto raro, sarà che non ci ho pensato poi molto, tempo di metterla nel carrello e i 499€ sono volati via dalla carta di credito in uno snap.

Avevo comprato la mia prima Xbox.

Il trucco del Game Pass Ultimate

A quel tempo c’era in atto una promozione pazzesca per il Game Pass, che permetteva di convertire (fino a) 36 mesi di Xbox Live Gold in Game Pass Ultimate con un rapporto 1:1, pagando solamente 1€.

In pratica, acquistando 3 tessere da 12 mesi del vecchio Xbox Live Gold, del valore di circa 40€ l’una (sui vari siti di cd keys), per un totale di circa 130€, attivando la promo Game Pass Ultimate a 1€ convertiva automaticamente i 36 mesi di Live Gold in Game Pass Ultimate.

Grazie a questa promo, con circa 130€ avevo ottenuto TRE ANNI di Game Pass Ultimate!

Mi sembrava quasi un furto, invece era tutto vero… tre anni di giochi, al prezzo di due titoli AAA!

Premi A per giocare a quello che vuoi

Il primo titolo scaricato e giocato è stato Control. Non proprio recentissimo, ma volevo recuperarlo e quale migliore occasione se non questa!
Poi è toccato a Hellblade: Senua’s Sacrifice. L’esperienza delle voci binaurali dei pensieri di Senua la sento ancora nella testa.
Poi ancora è stato il turno NieR:Automata. Questo gioco è entrato nell’Olimpo dei miei giochi preferiti in assoluto.

Nel frattempo passavano le settimane e io continuavo a giocare, scaricare e giocare, titoli nuovi ma anche recuperare vecchi titoli a cui non avevo ancora avuto occasione di giocare.

La formula del Game Pass mi ha fatto anche scoprire titoli indie meravigliosi. Giochi a cui non avrei mai probabilmente dato un centesimo, che ho comunque scaricato e giocato per “tirare il fiato” al termine di giochi più impegnativi, o semplicemente per riempire momenti della vita dove volevo dedicarmi a titoli più brevi.

Dove sta la fregatura?

La formula del Game Pass ha indubbiamente i suoi vantaggi ma si porta dietro una serie di caratteristiche e problematiche che possono essere più o meno rilevanti:

I titoli presenti nel Game Pass non sono infiniti, e come i servizi di streaming video, si dividono in contenuti first party (Microsoft) e di terze parti. I titoli Microsoft sono disponibili praticamente per sempre, mentre quelli di terze parti sono concessi su licenza, solitamente temporale. Ogni mese vengono annunciati nuovi giochi che entrano nel Game Pass e giochi che invece escono. Generalmente parliamo di 5-6 titoli al mese.
Per esempio, alcuni titoli a cui ho giocato non sono più disponibili ad oggi nel Game Pass, quindi volendo non potrei rigiocarli a meno di acquistarli direttamente.

Lo ribadisco giusto per sicurezza, nel caso non avessimo ancora notato l’elefante nella stanza: il Game Pass è un servizio, i giochi non ti appartengono. Smetti di pagare e non puoi più giocare.

La totalità dei titoli Microsoft viene rilasciata al day-one nel Game Pass. Per le terze parti il discorso è più complicato e dipende sempre da accordi commerciali. Alcuni titoli arrivano al day-one, mentre altri magari atterrano dopo qualche mese, dopo un anno, due anni… o magari mai. Ogni tanto arrivano anche perle dal passato che giochi (o ri-giochi) con estremo piacere.

Un altro aspetto da tenere presente è l’incredibile bulimia di titoli. La quantità di giochi presente nel catalogo del Game Pass purtroppo mi ha portato qualche volta a “Giocare al Game Pass”, ovvero scorrere la lista dei giochi cercando il nuovo titolo da iniziare, guardare l’orologio e scoprire che non hai fatto praticamente nulla per un’ora. Più che uno svantaggio è l’effetto di avere una così ampia disponibilità immediata di titoli, un po’ come accade con Netflix e compagnia.

Un approccio diverso ai videogiochi

A causa di questa condizione di abbondanza, ho sviluppato una maggior tendenza al “drop” dei titoli che non sono perfettamente in linea con le mie aspettative. In passato mi è capitato raramente di non portare a termine un gioco acquistato. Un po’ per valorizzare l’investimento, un po’ perché di fatto acquistavo e giocavo un titolo per volta, ma quasi tutti i giochi acquistati vedevano la fine, anche se non rientravano nelle mie aspettative.
Durante questi tre anni, in più di una occasione ho droppato titoli ritenuti “ottimi” dalla critica ma che non ho trovato di mio gusto, e sono subito passato al gioco successivo.

Non so se quest’ultima considerazione più essere o meno una nota negativa, ma è sicuramente un aspetto rilevante di come il Game Pass ha cambiato il mio approccio verso il mondo dei videogiochi. Ho semplicemente iniziato a dare maggior valore al mio tempo, dedicandolo solo a giochi inclini ai miei gusti, senza dovermi preoccupare di dover valorizzare a tutti i costi l’acquisto di un gioco rivelatosi poco interessante.
Di riflesso, la possibilità di provare giochi “senza impegno” mi ha permesso di scoprire e giocare titoli magnifici che sarebbero sicuramente rimasti fuori dai miei interessi se avessi adottato la classica formula di acquisto.

Il valore del gioco

È innegabile che il prezzo è una componente che spesso condiziona le nostre aspettative. Quando un gioco costa tanto ci aspettiamo che sia di ottima qualità e che offra un determinato tipo di esperienza, mentre titoli con un prezzo più basso sappiamo già che si tratteranno di indie o comunque titoli più piccoli, da cui ci aspettiamo un’esperienza differente, più “core”.

Lo so che può sembrare banale, ma togliendo la componente “costo” ho iniziato a dare un valore diverso ai titoli giocati, non li consideravo più in base al loro valore economico, ma solamente in base all’esperienza offerta.

Mi sono ritrovato diverse volte a dire “ma questo gioco costa 30/40/50€, bello… ma non li avrei mai spesi per questo titolo!”, mentre in più di una occasione ho trovato perle preziose con un livello di qualità altissimo in giochi dal valore economico molto più basso.

Questo nuovo pensiero ha creato in me una sorta di pigrizia nell’aprire il portafogli per acquistare giochi alla “vecchia maniera” sulle altre piattaforme, dove non esiste una formula in stile Game Pass. Sono diventato molto più cauto nello spendere soldi per acquistare giochi e prima di farlo mi assicuro che sia un giusto investimento, sia economico che di tempo prezioso.

Porto un esempio: qualche mese fa hanno reso disponibile “Rise of the Tomb Raider” nel Game Pass, il secondo titolo della nuova trilogia di Tomb Raider. Avendo giocato solamente al primo Tomb Raider su PS3 per me è stata una vera occasione di riprendere la serie dove l’avevo interrotta.
Terminato il gioco (bellissimo!) mi è rimasta una scimmia feroce di proseguire con il terzo capitolo, “Shadow of the Tomb Raider”, in offerta sui 15-20€.
Ci ho pensato qualche giorno, poi la scimmia si è raffreddata e ho desistito. La scelta è stata saggia in questo caso, perché di recente nel Game Pass è atterrato anche il terzo capitolo e me lo sono giocato senza spendere un euro in più!

In questo caso la scelta di aspettare mi ha premiato, ma non è sempre così. Non c’è garanzia che i titoli arrivino nel Game Pass, quindi è un continuo bilanciare la voglia di giocare ad ogni costo ad uno specifico gioco con la pigrizia di non voler pagare per acquistare quel titolo, sperando che lo rendano disponibile.

Non è sempre Domenica… o sì?

Se consideriamo il costo della console di 499€, aggiungiamo 130€ di Game Pass promo, ho speso circa 17,50€ al mese negli ultimi 36 mesi per giocare con Xbox, che diventano 3,60€ se escludiamo l’acquisto della console. Un costo veramente irrisorio.

A distanza di tre anni, la promo ad 1€ è stata chiusa, quindi non è più possibile convertire 1:1 il vecchio Xbox Live Gold in Game Pass Ultimate.

Ora che il mio Game Pass è in scadenza ho due possibilità:

  • Pagare 14,99€ al mese
  • Lasciarlo scadere e approfittare di una conversione 3:2 da Xbox Game Pass Core (ex Live Gold)

In pratica, di nuovo è sufficiente acquistare 36 mesi di Xbox Game Pass Core per circa 130€ e convertirli in Ultimate con un rapporto 3:2, ovvero 36 mesi di Core diventano 24 mesi di Ultimate.

Anche qui calcolatrice alla mano, parliamo di 5,42€ al mese. Una cifra che sono ben disposto a spendere per continuare ad avere questa esperienza.

Questa cosa è assolutamente legale. È proprio riportata nella FAQ sul sito ufficiale di Xbox.

Quindi ne vale la pena?

È un servizio adatto a tutti? No, sicuramente no. Personalmente ritengo che sia un ottimo servizio sia per chi gioca molto, sia per chi gioca poco, il parco titoli è vasto ma non infinito e l’idea di non possedere i giochi potrebbe far storcere il naso ai puristi.

Se dovessi tirare le conclusioni personali di questi primi 36 mesi di Game Pass in promo direi che sono assolutamente positive. La quantità di giochi a cui ho giocato ha un valore ben oltre il prezzo pagato e l’esperienza che ho ottenuto da tutti questi titoli mi ha arricchito come persona.

Vi lascio la lista dei giochi, giusto per farvi un’idea della quantità di roba con cui mi sono intrattenuto negli ultimi tre anni (escludendo le altre piattaforme):

  • No Man’s Sky
  • Control
  • Fractured Minds
  • Hellblade: Senua’s Sacrifice
  • NieR:Automata BECOME AS GODS Edition
  • ReCore
  • Sea of Solitude
  • Ori and the Blind Forest: Definitive Edition
  • Pikuniku
  • The Outer Worlds
  • A Plague Tale: Innocence
  • LUMINES REMASTERED
  • Halo: The Master Chief Collection
  • Halo 5: Guardians
  • art of rally
  • Peggle 2
  • Destiny 2
  • Twelve Minutes
  • Hades
  • The Ascent
  • skateBIRD
  • Ori and the Will of the Wisps
  • Final Fantasy XIII
  • Boyfriend Dungeon
  • DRAGON BALL FIGHTERZ
  • Forza Horizon 4
  • The Little Acre
  • Superliminal
  • Omno
  • The Forgotten City
  • GTA San Andreas - The Definitive Edition
  • DEEEER Simulator
  • Serious Sam 4
  • Pupperazzi
  • Death’s Door
  • Fable Anniversary
  • It Takes Two
  • Broken Sword 5 - La maledizione del Serpente
  • Quantum Break
  • Life is Strange: True Colors
  • Psychonauts 2
  • Marvel’s Guardians of the Galaxy
  • Titanfall 2
  • Torchlight
  • SCARLET NEXUS
  • INSIDE
  • PowerWash Simulator
  • Mass Effect Legendary Edition
  • Metal: Hellsinger
  • Immortals Fenyx Rising
  • LEGO Star Wars: La Saga Degli Skywalker
  • Persona 5 Royal
  • Return to Monkey Island
  • High on Life
  • Minecraft Dungeons
  • Fuga: Melodies of Steel
  • Hi-Fi RUSH
  • Banjo-KAzooie
  • Ghostwire: Tokyo
  • Minecraft Legends
  • Planet of Lana
  • A Short Hike
  • Inertial Drift
  • Bramble: The Mountain King
  • Prey
  • Quake II
  • Starfield
  • Sea of Stars
  • Forza Motorsport
  • GTA V
  • Rise of the Tomb Raider
  • Ravenlok
  • Kameo
  • Need for Speed Unbound
  • GRIS
  • Stardew Valley
  • Jusant
  • Palworld
  • Dragon Age: Origins
  • Cassette Beasts
  • Forza Horizon 5
  • Cocoon
  • RESIDENT EVIL 2
  • Vampire Survivors
  • Tales of Arise
  • Narita Boy
  • Age of Empires II: Definitive Editions
  • Halo Infinite
  • Diablo IV
  • Shadow of the Tomb Raider

Niente male, vero? E in tutto questo non sono ancora arrivati i giochi di Activision Blizzard!

Ci sarà certamente da divertirsi.

This article was updated on 28 aprile 2024